La polizia cinese si dota di occhiali con il riconoscimento facciale

I nuovi visori saranno in grado di identificare le persone in tempo reale, sollevando importanti questioni in termini di privacy

Quando si tratta di utilizzare le nuove tecnologie a scopi di sorveglianza, la Cina è spesso un passo avanti agli altri; basti a pensare al sistema di “crediti sociali” basati sull’attività online dei cittadini che Pechino progetta fin dal 2014. L’ultima novità riguarda invece dei visori dotati di riconoscimento facciale, che la polizia sta attivamente utilizzando solo da pochi giorni.

 Grazie a una piccola telecamera dotata di intelligenza artificiale, gli occhiali dei poliziotti cinesi possono identificare in tempo reale i sospetti che si trovano a portata di sguardo. Sviluppati dall’azienda cinese LLVision, questi visori sono stati in grado, durante i test, di riconoscere gli obiettivi selezionati da un database di 10mila persone in circa un decimo di secondo.

I dispositivi – secondo quanto riportato dai media cinesi – sono stati già utilizzati con successo dalla polizia ferroviaria di Zhengzhou, che grazie ai nuovi visori ha riconosciuto e arrestato sette persone sospettate di aver compiuti vari crimini e altre 26 che viaggiavano sotto falsa identità.

Non è un caso che i primi a utilizzare questi dispositivi siano le polizie ferroviarie o di frontiera: nei giorni in cui milioni di cinesi si stanno mettendo in viaggio in occasione delle celebrazioni per il capodanno cinese (18 febbraio), le forze dell’ordine cinesi vogliono sfruttare questa nuova tecnologia – presentata per la prima volta sul finire del 2017 – per monitorare i flussi di persone che si spostano in treno e in aereo, e identificare chi sta cercando di aggirare le restrizioni sugli spostamenti o magari fuggire dal paese.

Come la face-recognition di Facebook capisce da sola quali tra i vostri amici sono presenti in una foto, il sistema di intelligenza artificiale di questi visori è in grado di confrontare in tempi rapidissimi i volti inquadrati dalla telecamera con quelli delle persone schedate negli archivi della polizia. Una tecnologia che può sicuramente aiutare a identificare e arrestare i criminali – permettendo, a differenza delle telecamere fisse dotate della stessa tecnologia, di intervenire immediatamente – ma che pone grossi problemi in termini di privacy, qualora venisse utilizzato per controllare i dissidenti politici o gli appartenenti alle minoranze etniche.

“Fornire singoli esponenti delle forze dell’ordine di tecnologie per il riconoscimento facciale potrebbe rendere la sorveglianza dello stato cinese onnipresente”, ha spiegato al Washington Post William Nee, ricercatore di Amnesty International. A differenza delle telecamera fisse – che sono connesse a un database archiviato nel cloud – i visori della polizia sono direttamente collegati a un dispositivo portatile che contiene il database al suo interno, rendendo il confronto e il riconoscimento dei sospetti molto più rapido.

“Ti dà la possibilità di controllare sempre e ovunque”, ha spiegato il CEO di LLVision, Wu Fei. “Grazie a questi dispositivi indossabili e dotati di intelligenza artificiale, si possono ricevere riscontri accurati e istantanei. Il poliziotto, così, può decidere immediatamente come agire”. La società progetta di commercializzare la versione base del prodotto in altre nazioni e continenti – compresi Stati Uniti, Europa e Africa – e non è escluso che tra i nuovi clienti ci possano essere anche forze dell’ordine di altri paesi.

Fonte: LaStampa.it